EMERGENZA CORONAVIRUS: LE PROPOSTE AL GOVERNO DA PARTE DEGLI ORGANIZZATORI DI MANIFESTAZIONI ED EVENTI CULTURALI E DI TUTTI GLI OPERATORI DEL SETTORE

Stiamo vivendo un’emergenza sanitaria che riguarda tutti, sia a livello nazionale che a livello mondiale. L’Italia e gli italiani si stanno comportando in modo egregio. Al di là di tutto il sistema sanitario italiano sta davvero facendo la differenza e tutto il personale si sta sacrificando, anche a sprezzo della propria vita, per cercare di arginare, e risolvere questa che è a tutti gli effetti una delle più grandi tragedie che l’Europa si è trovata ad affrontare dalla seconda guerra mondiale in poi. Tutti noi speriamo che, nel più breve tempo possibile, la vita possa tornare a livelli più normali e accettabili, ma siamo consapevoli che non saranno più quelli di prima almeno per un lungo periodo. Oltre alla salute che è il bene più prezioso ci sarà da fare i conti con tante altre problematiche: sociali, psicologiche, ma non da ultimo economiche e finanziarie.

È quindi evidente che dopo l’emergenza sanitaria ci sarà inevitabilmente affrontare quella economica, che non potrà avvenire pensando di lasciare indietro qualcuno e non permettendo a tutti di ripartire per sperare in un futuro possibile e pensabile. Le conseguenza già ad oggi sono sotto gli occhi di tutti, danni economici sono stati subiti da tutte le categorie senza distinzioni.
È comunque facilmente prevedibile che le ripercussioni si vedranno in maniera ancora più accentuata e drammatica nei mesi e anni a venire.

Quali saranno le misure che verranno adottate? Riguarderanno l’Italia intera e tutte le categorie produttive? Ci saranno alcune che saranno sacrificate in nome di una supposta non necessità o in base al numero dei componenti?

Nello specifico vorremmo aprire una riflessione su un settore che riguarda quello degli eventi, delle manifestazioni che si svolgono all’aperto e che convogliano moltissime persone. Non parliamo solo di quelli eventi legati allo spettacolo, all’intrattenimento, ma anche quelle fieristiche, di attività sociali, legate al culto e della conseguente filiera economica che esse coinvolgono.

Qualora si risolva la questione legata al contagio del Coronavirus e ripartano le attività principali, si ritiene che quelle degli eventi saranno incluse o essendo da sempre considerate attività accessorie non saranno fatte ripartire?

Gli eventi pubblici all’aperto, come le varie forme di spettacolo legate ai teatri cinema e musei, non possono e non devono essere considerati attività accessorie, perché mettono in moto una macchina organizzativa, produttiva, imprenditoriale che coinvolge i territori, le imprese piccole e medie, gli esercizi commerciali, le strutture ricettive, il volontariato (che con i proventi delle manifestazioni può intervenire sul territorio nel sociale con donazioni nonché intervenire sulla riqualificazioni di strutture ed edifici del paese), oltre che tutta quella schiera di operatori culturali, artisti, tecnici, artigiani, che sommati su tutto il territorio nazionale sfiora le diverse migliaia di unità. Inoltre le ricadute e il giro di affari o meglio l’indotto e il movimento in termini di denaro arriva a toccare cifre importanti.

Pertanto chiediamo che il governo consideri il coinvolgimento delle parti sociali di questo ambito nelle decisioni che verranno prese riguardo il ritorno alla normalità del paese.

Con la crisi iniziata a Marzo, e protrattasi anche nei mesi di aprile e maggio, molte delle attività confermate sono state cancellate e soppresse altro spostate a data da destinarsi .
Da maggio in poi entriamo nella fase più piena e più ricca di eventi, che per molti lavoratori rappresenta l’indotto maggiore dell’intero anno.

Quello che chiediamo al di là della sovvenzioni già messe a bilancio è che ci venga data la possibilità, sempre ovviamente che l’Italia riparta, di poter portare avanti l’organizzazione e la realizzazione degli eventi. Non vengono richiesti particolari finanziamenti, nel caso si riesca a riprendere l’attività in tempo almeno per salvare la stagione ripartendo dal mese di giugno.
Se invece si dovesse verificare un blocco delle attività che cosa si chiede per tutti quei soggetti che a vario titolo e in percentuale diversa vedranno perduti gli introiti? Attualmente però più che un sostegno economico chiediamo di sapere in tempi adeguati che permettano la costruzione e l’organizzazione degli eventi, quando la vita potrà ritornare a scorrere come fino al febbraio scorso.

Questo è solo una lettera che inviamo per sensibilizzare tutte quelle realtà che sono coinvolte a vario titolo nell’organizzazioni di eventi, di manifestazioni, di spettacoli dal vivo che prevedono la cospicua affluenza di persone, ma è indirizzata anche a tutti quelli che a cascata traggono vantaggi, benefici e indotti dalle attività soprammenzionate, Pensiamo: ⤵️
Alle proloco
Alle parrocchie
Alle associazioni
Agli ingegneri dei piani di sicurezza
Ai service audio
Ai fornitori
Agli artigiani
Ai tecnici specializzati
Agli operai
Ai commercianti
Ai ristoratori
Ai bar
Agli albergatori di piccole medie e grandi strutture nonché di case vacanze B&B
Alle realtà sociali di volontariato dei vari territori
La crocerossa
E da ultimo, non certo per ordine di importanza vogliamo inserire gli artisti a tutti i livelli e di tutti gli ambiti.

Quello che proponiamo dunque, come primo concreto passo, è la creazione di un elenco o DataBase che comprenda manifestazioni e eventi dal vivo di vario genere ma, con particolare attenzione a quelle rievocative-culturali e di attività legate ai Teatri, Musei e cinema. 
A questo elenco penseremo di allegare il bilancio e\o l’indotto che ognuna di queste attività genera così da avere alla fine una cifra totale che sarà messa all’attenzione degli organi preposti o dei rappresentanti politici governativi. In questo modo si potrà far pesare sul piatto della bilancia la perdita che la soppressione o mancanza di queste attività comporterà in molti settori, per molte realtà e anche per tanti nuclei familiari.

Gianluca Foresi

 

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