L’OSPEDALE PASCALE DI NAPOLI SPERIMENTERA’ IL FARMACO ” AVIGAN “

Dopo il Tocilizumab, l’Avigan. I ricercatori dell’Istituto tumori di Napoli Pascale entrano nel trial clinico internazionale per la sperimentazione di questo farmaco antivirale per testarne l’efficacia nella lotta contro il Covid 19. Gia’ impegnato in prima linea con il farmaco anti artrite reumatoide, che ha dimostrato, non solo a Napoli in tutta Italia di agire positivamente sulle complicanze della polmonite interstiziale da coronavirus, il Pascale parteciperà ora allo studio, coordinato dai cinesi, sull’Avigan.

Sappiamo – dice il direttore scientifico dell’Irccs di Napoli, Gerardo Botti – che per avere un vaccino i tempi sono lunghi. E’ più che mai necessario, dunque, in questo momento riunire tutte le forze per trovare una cura per questa terribile malattia. Il Pascale da sempre impegnato nella ricerca, benché oncologica, non poteva rimanere a guardare”. “Raccogliamo con piacere l’invito degli amici cinesi, che conferma la proiezione internazionale del livello di ricerca all’interno del nostro istituto – aggiunge il direttore generale dell’Istituto, Attilio Bianchi – voglio ringraziare il presidente de Luca, che ha attivamente favorito i collegamenti, i nostri ricercatori, e il personale tutto, che con abnegazione e passione, ci consente di assicurare la assistenza più adeguata al paziente oncologico ai tempi del corona virus”.

Avigan: la sperimentazione di Fujifilm in Giappone

E intanto ha preso il via anche in Giappone una sperimentazione clinica del farmaco Avigan per il trattamento del coronavirus. Lo ha reso noto la stessa casa farmaceutica che lo produce, la Fujifilm Toyama Chemical, spiegando che verranno trattati 100 pazienti risultati positivi al virus, e i test di laboratorio dureranno fino a giugno. L’Avigan è stato sviluppato come farmaco anti-influenzale circa sei anni fa in Giappone e può essere utilizzato solo tramite l’approvazione del governo a causa degli effetti collaterali ancora poco chiari. “L’Avigan è solo uno dei tanti farmaci sperimentali usati su alcuni casi di Covid in Giappone, ma non è lo standard di cura, né tantomeno è stato approvato come cura standard per il Covid” spiega Francesco Pantò del Keio University Hospital di Tokyo all’ANSA. “In passato sono stati dimostrati effetti teratogeni del suddetto farmaco in studi in vitro. Non solo va evitato con le donne in attesa in quanto potrebbe portare ad anomalie fetali, ma ci sono pure prove che il farmaco si depositi nel liquido seminale maschile. Dunque, anche per l’uomo deve essere usato con cautela”, aggiunge Pantò. La Fujifilm, riferiscono i media giapponesi, chiederà l’approvazione del medicinale per il trattamento del coronavirus nel caso la sperimentazione si dovesse rivelare efficace e senza controindicazioni.

Nelle scorse settimane uno studio in Cina in cui erano state reclutate circa 200 persone, aveva dimostrato che i pazienti si riprendevano più in fretta e con meno complicanze della polmonite da Covid. Successivamente, il 23 marzo in Italia le regioni Lombardia e Veneto avevano dato il via alla sperimentazione del medicinale dopo il via libera dell’Agenzia italiana del farmaco (Aifa). Di Avigan si era cominciato a parlare nei giorni scorsi dopo l’annuncio dalla Cina di una sperimentazione  che aveva avuto successo su pochi pazienti con sintomi lievi. Poi un video dal Giappone che  ha avuto una grande circolazione in Italia,   ha fatto partire l’interesse del pubblico sui social network, anche al di fuori delle reali prospettive di utilizzo. Professori ed esperti avevano spiegato tutte le loro perplessità al riguardo, prima che la politica facesse partire la sua corsa.

 

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