GIUSTIZIA – L’ALLARME ROSSO DEGLI AVVOCATI di CLAUDIO PANARELLA

                                                                 Giustizia l’allarme rosso degli Avvocati:

«Per i fondi di emergenza servono mesi ma le bollette non si fermano»

di Avv. Claudio Panarella

Foro di Napoli

16 Aprile 2020

Le forme di distribuzione della moneta previste dal decreto liquidità fanno acqua, come il Governo. 

Noi Avvocati non abbiamo dubbi:  il tempo passa, le fatture di acqua, luce e gas arrivano sebbene clienti paganti non ce ne siano più e noi rimaniamo a secco. Perché gli Avvocati, la maggior parte piccoli e medi, hanno necessità immediata di liquidità per sopravvivere. Ma ad oggi nulla é arrivato dei 600 euro promessi e non sufficienti e  le procedure per irrogarli prevederanno sicuramente mesi. Il “go”, segnale di via libera, per la delibera dei finanziamenti non arrivando in tempi rapidissimi creerà affondamenti a catena da battaglia navale. 

Le segnalazioni degli Avvocati indicano un fabbisogno, visto che l’epidemia continua, di un’iniezione di liquidità di almeno 6. 000 euro in un’unica soluzione e non di soli 600 euro al 1°mese. 

I numeri sono spaventosi, circa in 150.000 si stima che andranno in sovraindebitamento in uno scenario di fine epidemia a Giugno e le analisi di mercaro salirebbero  «con fine epidemia a Dicembre con una chisura attività di quasi il 70%.

Giustizia l’allarme rosso degli Avvocati:

«Per i fondi di emergenza servono mesi ma le bollette non si fermano»

Gli Avvocati sono preoccupati per l’effetto devastante ed io stesso, non nascondo una preoccupazione forte: il sistema é sommerso da richieste, un vero disastro perché le professioni per rimanere in piedi  hanno immediata necessità di liquidità. Invece si temporeggia in attesa di decreti attuativi. Quando vogliono risolvere un’emergenza con schemi moderni, efficienti e rapidi tirano fuori milioni a valanga, quando, invece, non vogliono, usano sistemi arcaici e così facendo rischiamo la paralisi dell’Avvocatura.

La disponibilità se c’é deve essere in liquidità, ma bisogna erogarla in maniera diretta, per esempio con concessione immediata dei fondi, lo sconto totale delle fatture dei pagamenti del gratuito patrocinio, rispetto ai quali lo Stato impiega, nel settore Civile, anni, con un finanziamento con vincolo di mandato per pagare gli avvocati dopo 3/4 anni. Si darebbe liquidità all’intero comparto legale, versando subito il dovuto. 

Oramai è dal giorno in cui abbiamo chiuso per problemi di sopravvivenza che non lavoriamo più e senza clienti che possono circolare e soldi in tasca per pagare le spese di giustizia, altissime, non saremo mai più pronti a ripartire.

Non si vedono soluzioni rapide, se non verranno erogate somme congrue, ma non da €600 e basta, bensì  almeno € 6.000. 

Giustizia l’allarme rosso degli Avvocati:

«Per i fondi di emergenza servono mesi ma le bollette non si fermano»

Per i piccoli Studi Legali da 1, massimo 2 persone servirebbe proprio questo, con l’erogazione basata solo sulla storica iscrizione ad un Consiglio dell’Ordine e verificato dal Consiglio Nazionale Forense con pagamento  garantito dalla Stato.

Gli Studi Legali grossi e solidi con 4/5 soci e capitali  non hanno problemi a reperire finanziamenti, anche per via ordinaria, e reggersi anche con clienti grossi e flioni societari paganti annualmente. La difficoltà piu grande, che non deve essere sottovalutata da tutto il sistema Giustizia è dei piccolissimi Studi Legali o degli Avvocati singoli. Senza di loro si bloccherebbe tutta la Giustizia.

Serve un modello snello con un formulario online, una richiesta via mail alla propria Cassa Forense o Consiglio dell’Ordine e l’accredito immediato della somma sul conto corrente. Sono 150mila gli Avvocati senza più reddito per i quali bisogna fare un piano di riapertura. Come per le PMI, fermo restando che per aprire mega Tribunali, come Napoli con tre torri da 26 piani e 10 ascensori da 20 persone l’una, oltre ad aule da 30/40 persone ad udienza, non potranno bastare guanti e mascherine, rendendo di fatto impossobile il distanziamento fisico nelle mini aule. Noi Avvocati  siamo i primi ad avere a cuore la sicurezza dei lavoratori, ma si deve pensare anche alla nostra di sicurezza  e salute,  che per ripartire non può correre rischi da ricontaminazione.

Serve un piano programmatico serio, determinato e reale di soldi e sicure

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