AVVOCATI E MEDIAZIONE: IL RISCHIO DEI CIVILISTI di Claudio Panarella

«Restare esclusi da udienze e procedure stragiudiziali: il rischio di CIVILISTI, risolvibile passando tutte le cause in Mediazione»

Avv. Claudio Panarella

Foro di Napoli

Mediatore Civile e Commerciale

«Non esiste solo il processo penale da tener presente, ma l’economia del Paese si basa sul processo civile». I Civilisti rappresentano il settore chiave della professione Forense, che più di altri prova sgomento per i paradossi dei provvedimenti che a raffica si sentono. Da anni, oramai, chiediamo che la dignità di noi Civilisti non sia più mortificata, ma, anzi, stimolata con la corretta attività e comprensione, ivi includendo quale unica certezza ed ultima speranza della Giustizia le Mediazioni eseguite da Avvocati con alta professionalità o Notai di provata esperienza; Mediazioni, troppo spesso abbandonate a se stesse, invece di essere potenziate. Indichiamo da sempre la differente ubicazione che noi Civilisti abbiamo nella posizione attribuita all’Avvocato in generale, lasciando in molte cause civili l’Avvocato stesso ai margini del processo nelle aule affollate dei Tribunali, mentre, nell’ambiente protetto della Mediazione tornerebbe al centro della situazione.

C’è il rischio che le difficoltà della fase 2 ora scatenino un volume di controversie fra imprese e lavoratori, imprese e banche, cittadini e società private, cittadini ed ospedali, cittadini e cittadini … viste le problematiche sanitarie, economiche e logistiche che si sono prodotte in questo periodo e che continueranno a prodursi.

Ma cosa succerà? In primo luogo vi è un rischio fortissimo: che la ripresa e la coeva riapertura delle attività determini nuove possibilità di contagio già tra noi Avvocati, che senza o poche garanzie, attenzione e protocolli di sicurezza dovremmo rientrare nei Tribunali. È certo che gli Avvocati, noi Civilisti in particolare, avremo una responsabilità elevata, perché saremo proprio noi a dirigere le parti nella definizione delle risoluzioni in ciascun contesto. Ovviamente l’emergenza richiede che tutte le persone siano così ragionevoli da farsi assistere da propri Legali e farsi orientare non ad andare in Tribunale ma prima in Mediazione, ampliandola ad ogni e qualsiasi questione per cercare di risolvere senza andare in giudizio presso le Corti.

Una mansione la nostra anche preventiva rispetto a un nuovo possibile e lungo contenzioso.

Non a caso noi Avvocati Civilisti, orientati alla risoluzione delle controversie, riteniamo utilissima la funzione che potremmo svolgere anche con la definizione di mediazioni fatte davanti seri e rinomati Enti, con accordi non impugnabili. Si pensi che persino nel lockdown o nelle fasi successive, con le sedi dei Tribunali non sicure ed inaccessibili, noi Civilisti siamo stati tenuti a questa grande scelta: salvare gli interessi del cliente e portarli in Mediazione.

Non dobbiamo commettere l’errore di lasciare l’esclusiva via al Tribunale, ma trovare la forza di capire che il cliente va aiutato presto e velocemente – soprattutto vista l’attuale situazione – e se si tratta di un accordo, sebbene non completamente soddisfacente, ma pur sempre un accordo, vale la regola del “meglio pochi, maledetti e subito” anziché 10 anni di causa e la controparte fallita, ma una sentenza tra le mani, che a quel punto non potrà essere messa in esecuzione.

Ciò che intendo è unicamente che se un cittadino è in attesa di un accordo con la controparte al fine di ricevere soldi e non può ottenerli perché il Tribunale è chiuso, gli Avvocati, per legge, non sono in condizione di definire l’accordo stesso se non portandoli in Mediazione, assicurando solo così la presenza di una parte terza ed imparziale con tempi e costi ridotti. Nel tavolo da convocarsi dal Guardasigilli il nodo “Mediazioni” continue, immediate ed a sgravio fiscale completo, deve essere il primo argomento da sollevare, anche prima della negoziazione assistita, che manca dell’elemento fondamentale della presenza della figura “terza” ed imparziale quale è l’Avvocato o il Notaio Mediatore, esperto del settore. A breve solleveremo la questione anche al Ministro con una nuova interrogazione, in uno al Cnf e all’Anm, al fine di recepire la proposta di portare tutto in Mediazione, includendo tale scelta nei prossimi provvedimenti.

Segnaleremo al Guardasigilli una posizione specifica, diversa da quella dei Penalisti. Noi siamo favorevoli alle risoluzioni in ADR invece di portare tutto in udienze civili svolte, tra l’altro, con modalità da remoto e spiego il perché: mentre stando in presenza fisica migliaia di Avvocati, Parti, Cancellieri e Magistrati affollerebbero le aule ed i corridoi dei Tribunali, in Mediazione, come succede quando si è dal Notaio, si starebbe in pochi, distanziati e con tutte le sicurezze del caso, ed in questo modo potremmo discutere con serena chiarezza.

Tutti riconoscono al diritto civile una maggiore efficienza rispetto ad altri settori della giurisdizione. Ebbene, noi siamo convinti che l’efficacia dipenda anche dal sistematico ricorso alla Mediazione, dell’immediatezza e della concentrazione che la stessa comporta; vale a dire della possibilità di redigere un atto di transazione ed accordo in modo diretto, rapido, veloce e fiscalmente esente. Adesso che i presupposti igienici non consentono di obbedire al principio di entrare nell’aula di Tribunale, ed anzi lo sconsigliano, è possibile mettere in salvo Parti ( e con esse i loro diritti) ed Avvocati proprio attraverso l’udienza di Mediazione, in orari ed ambiente protetti, chiusi e puliti. Nell’ADR in Mediazione si valorizza la necessità di guardarsi negli occhi in ogni incontro e si sottolinea l’importanza, nonché, la funzione stessa di noi Avvocati, purché saggi, cooperativi e comprensivi del valore della medesima.

L’Avvocato non deve essere un semplice ornamento inutile, un fastidio da ridurre al minimo, ma un elemento essenziale nella risoluzione delle controversie; deve cominciare a modificare l’atteggiamento e venire in Mediazione con lo spirito con cui si va dal Notaio, per rogare un atto di accordo e basta. E’ fondamentale che si capisca che la rinuncia ad una discussione e ad un contenzioso lungo – che farebbe perdere tempo e denaro al cliente e guadagno allo stesso Legale – debba trasformarsi in un atto di accordo stipulato con un sistema perfetto per realizzare una ottimizzazione dei risultati e tutela dei diritti. Non solo, in giorni così difficili, se a noi Avvocati Civilisti venisse lasciata la possibilità di tenere in Mediazione, con il consenso di tutte le parti, le udienze, coopereremmo attivamente a ridurre il cosiddetto affollamento, pericolossissimo, nei Palazzi di Giustizia, ma, soprattutto, potremmo continuare a tutelare gli interessi di chi chiede il nostro intervento, mettendo in salvo il principio irrinunciabile di assicurare una vera difesa dei diritti.

Gweniss

Ekster EU

www.lavocedegliitaliani.it

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