Il D.P.C.M. del Prof. Avv. Giuseppe Conte e del Presidente della Regione Campania De Luca sono Costituzionali:”non c’è apparente irregolarità di contenuto”

Il D.P.C.M. del Prof. Avv. Giuseppe Conte e del Presidente della Regione Campania De Luca sono Costituzionali:”non c’è apparente irregolarità di contenuto”

Avv. Claudio Panarella

Foro di Napoli

Non si ravvede al momento alcun un vizio nel fondamento Costituzionale del D.P.C.M. dell’Avv. Giuseppe Conte nei sui contenuti. Così apparentemente sembra, ed è ciò su cui numerosi clienti che chiamano al Nostro Studio Legale chiedono un parere, trattandosi di un argomento di discussione abbastanza controverso e non condiviso dalla maggioranza dei Cittadini, che si interrogano, invece, sulla presunta incostituzionalità del decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri e Regionale Blocca tutto e tutti.

Quando ci chiedono se il suddetto provvedimento sia o meno in contrasto con lo spirito o con le norme della Costituzione, spiego che il diritto di libertà va contestualizzato nel tempo, nel luogo e nelle circostanze che stiamo vivendo connesse inevitabilmente ed imprescindibilmente al pericolo acclarato dall’O.M.S. di Pandemia da Covid 19. Il D.P.C.M. ha eseguito il dettato Costituzionale in base al quale la Costituzione Italiana riconosce il diritto alla salute, definendolo un diritto fondamentale dell’individuo. Così recita il I comma dell’art. 32 ad esso interamente dedicato: “La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti”. Il contenuto del D.P.C.M. ha nelle sue intenzioni quella di dare attuazione al contenuto della norma indicata effettuando un contemperamento di interessi – sebbene di carattere generale – riconoscendo la più ampia tutela possibile a tutti gli individui nel difficile stato di fatto in cui versa l’Italia. Attraverso lo stesso si cerca di garantire una situazione di benessere psico-fisico, intesa in senso ampio, con cui s’identifica il bene “salute” e si traduce nella tutela Costituzionale dell’integrità psico-fisica di ciascuno, del diritto ad un ambiente salubre al fine di fermare la contaminazione da persona a persona, pertanto- in emergenza straordinaria – per tutelare tutti si è dovuto dare l’ordine perentorio della chiusura.

Il D.P.C.M. ha, in effetti, tutelato il diritto di vivere in salute in un momento (si tratta di pochi mesi ) relativo “ allo stato di emergenza” deliberato con un primo decreto legge il 31 gennaio scorso, che ha fissato il termine per la presunta conclusione della fase emergenziale al 30 giugno prossimo.

Auspicando una – per quanto possibile – rapida soluzione della situazione in atto e pur comprendendo le istanze della popolazione, che si sviluppano su più fronti, appare, quindi, chiaro che il D.P.C.M. su cui c’è dubbio di legittimità, trovi fondamento nel decreto legge che ha sancito l‘emergenza, indicando un serio termine definito nel rispetto dell’indicazione sia dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, che nel suo complesso rispetto ai dettati interni Italiani dell’Istituto Superiore della Sanità. Riteniamo, quindi , che proprio per la differenziazione della diffusione sul Territorio a macchia di leopardo del Covid19, le singole limitazioni approntate dai Governatori siano pienamente garantiste della Costituzione ed espresse negli interessi della popolazione, come anche le restrizioni imposte dal Presidente Regione Campania De Luca.

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