Che cos’è il vaccino contro il Coronairus Covid 19

Com’è fatto il vaccino contro il coronavirus di cui tutti stanno parlando

 

Com'è fatto il vaccino contro il coronavirus di cui tutti stanno parlando

L’azienda farmaceutica statunitense Pfizer ha comunicato che i dati preliminari di efficacia del suo vaccino contro il coronavirus sono ottimi. L’efficacia ottenuta sulla sperimentazione di Fase III (dunque a larga scala) è del 90%, una cifra che lascia ben sperare. Su circa 44mila persone vaccinate, meno di 100 si sono ammalate poi covid. In attesa di capire quali saranno le prossime mosse (le prime dosi di questo vaccino potrebbero arrivare prima della fine del 2020), proviamo a fare il punto sul tipo di vaccino messo a punto dalla società americana, che si avvale della preziosa collaborazione dei tedeschi di BioNTech.

Un vaccino mRNA

Quello di Pfizer/BioNTech è un vaccino di tipo mRNA, o RNA messaggero. Si tratta di una tipologia di vaccino decisamente nuova, a base di geni, che va conservato a una temperatura molto bassa (-80°), e questo – a quanto pare – è un ostacolo su cui si sta lavorando. Per consentire una distribuzione capillare, infatti, è necessario che resista a temperature da frigorifero (magari 4°) per qualche giorno. Ma come funziona un vaccino mRNA? In sostanza vengono iniettati dei frammenti di mRNA che contengono solo le informazioni necessarie per produrre il principale antigene del SARS-CoV2, e cioè la glicoproteina Spike (S).

Un antigene che viene utilizzato dal virus per prendere scagliarsi su recettori ACE2 e sulle cellule che intende colpire. Con un vaccino mRNA si cerca allora di dare alle cellule dell’uomo una lettura dell’informazione, così da produrre gli antigeni. Si tratta, in parole più semplici, di innescare una infezione simulata che riesce poi a stimolare la produzione degli anticorpi. La partita è molto importante, perché con un vaccino del genere – definito anche vaccino genetico – le persone riescono a immunizzarsi senza aver mai contratto il virus, e quindi senza alcun sintomo della malattia.

È giusto ricordare che questo vaccino, attualmente il più vicino alla somministrazione di massa, richiede l’erogazione di due dosi, che devono essere somministrate a tre settimane di distanza, e questo di certo rende la distribuzione più complicata dal punto di vista logistico rispetto ai vaccini che richiedono solo una dose.

Le tre fasi di un vaccino

L’annuncio odierno di Pfizer arriva dopo che il vaccino ha compiuto le fasi di sperimentazione. Che sono quattro. Si parte da una fase preclinica, durante la quale i ricercatori effettuano studi in vitro o su animali. Se questi sono soddisfacenti, si va alla Fase I. Durante questa fase la somministrazione arriva all’uomo, ma riguarda un piccolo gruppo di volontari. Se non si notano effetti avversi, si arriva alla Fase II, col gruppo di volontari che cresce fino ad arrivare nell’ordine delle centinaia. Si cercano persone con condizioni di salute differenti, e si inizia a somministrare anche un placebo, per contrastare gli effetti del condizionamento psicologico. Se la Fase II non presenta eventi avversi, si arriva alla Fase III, quella a cui è giunto con successo il vaccino di Pfizer/BioNTech. Qui i volontari sono migliaia, e i risultati sono chiaramente determinanti.

L’orgoglio europeo

C’è chiaramente molto orgoglio europeo in questa scoperta che può diventare straordinaria per l’intera umanità. Perché di fianco al colosso americano Pfizer, ha lavorato un gruppo di scienziati della tedesca BioNTech, startup con sede a Mainz, che vanta al suo interno anche qualche ricercatore italiano.

Creata da due studiosi turchi, Uğur Şahin e Özlem Türeci, marito e moglie, oggi la BioNTech è un piccolo gioiello da 21 miliardi di dollari di valore. Il team di ricerca ha iniziato a studiare il vaccino contro il coronavirus sin da subito. E i risultati, a quanto pare, sono dalla loro parte.

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