L’Italia risorgerà  e tutto ritornerà alla normalità

L’Italia riparte

Nessuno immaginava  che, nel giro di poche settimane, si sarebbe diffusa una pandemia che avrebbe messo in rilievo la fragilità  della nostra società  e ci avrebbe costretto a modificare  in modo drastico le nostre abitudini di vita, provocando una crisi economica.

In un momento di malessere Nazionale ed una confusione diffusa, di forte dolore per quanti in tutto il mondo  hanno perso la vita,  vediamo una luce che brilla, una luce di speranza, vediamo un piano che porterà gradualmente alla riapertura di ristoranti, scuole, teatri, palestre, piscine, e grandi fiere, lungo un percorso graduale come ha detto il Presidente del Consiglio Mario Draghi, allo scopo di monitorare gli effetti delle misure sulla pandemia.

L’Italia risorgerà  e tutto ritornerà alla normalità, ma ciò è comunque condizionata all’avanzamento della vaccinazione in massa in Italia ed in Europa e, così si vincerà.

Anche il Papa, con le sue preghiere e quelle dei fedeli hanno invocato la fine della pandemia.

Ora parliamo della riforma fiscale che andrà in regime nel prossimo anno2022: le imposte di reddito.

L’otto marzo 2021, inviai una lettera al Prof. Mario Draghi, Presidente del Consiglio, persona che ha la mia stima, dove espressi il mio pensiero sulle rifome fiscali scrivendogli che  avevo una lunghissima  esperienza professionale e lunghissimi anni di attività; aggiunsi anche che nel lontano 1996, a seguito della finamziaria di quell’anno, scrissi un mio articolo su di un giornale esponendo,  il mio pensiero. Una autorevole Ministra di allora, mi scrisse una lettera nella quale mi assicurò che quelle mie idee dovevano essere prese in considerazione e che, le avrebbe portate in Parlamento.

Più volte in quel periodo, sono andato a Roma al Parlamento.

Andiamo ai problemi di oggi:

  1. Si dovrebbe abolire la detrazione IRPEF per ogni tipo di reddito che, a mio parere, dovrebbero considerarsi superati. Occorre puntare sull’abbassamento delle aliquote, per scaglioni di reddito e imposta;
  2. Il primo scaglione di reddito, dovrebbe essere cancellato fino agli € 15.000,00. L’esenzione dell’IRPEF per chi si trova in difficoltà economica, a basso reddito, porterebbero, oltre ai benifici economici dei minimi, anche più gettito nelle casse dello Stato e, più denaro in circolazione;
  3. L’aliquota del 23% , la si dovrebbe lasciare al secondo scaglione che poi, diventerebbe primo scaglione, tassando la parte oltre gli € 15.000,00dal reddito imponibile e, fino agli € 35.000,00 la quale fascia medio-bassa, porterebbe benifici sia al contribuente che gettito alle casse dello Stato;
  4. Il terzo scaglione di reddito che poi diventa secondo, oltre gli € 35.000,00 e, fino a 60.000,00  €  categoria media, si dovrebbe scendere l’aliquota di un punto cioè al 26%: i benefici sono gli stessi di cui sopra;
  5. Il terzo scaglione, oltre gli € 60.000,00 e fino agli € 85.000,00, medio alta, si dovrebbe scendere l’aliquota di due punti, al 36%; i benefici sarebbero gli stessi dei precedenti scaglioni;
  6. Il quarto scaglione oltre gli € 85.000,00, si dovrebbe scendere l’aliquota di tre punti, portandola al 40%. Questa riduzione si renderebbe necessaria in quanto appartengono alle categorie alte, alle aziende che producono lavoro, personale dipendente e, forniscono lavoro alle aziende e infine, ai consumatori finali
  7. Lasciare il regime forfettario che fa da trait d’union, alle medie-grandi aziende e contribuiscono secondo le loropossibilità di lavoro, economiche, con maggiore sicurezza e tranquillità,in perticolare, in questo momento di crisi, anche a causa del Covid, subiscono e rischiano di chiudere come tante, tante atre aziende che hanno abbassato le saracinesche;
  8. Lasciare invariate le spese detraibili dell’IRPEF e le spese deducibili dal reddito;
  9. Per tutti coloro che si trovano a basso reddito, secondo la composizione del nucleo familiare, si dovrebbero calcolare le detrazioni IRPEF per i familiari a carico e si dovrebbero elevare gli attuali redditi ad € 5.000,00 annuali.

Concludendo, con l’abolizione delle detrazioni  IRPEF per ogni tipo di reddito e, con la riduzione degli scaglioni delle aliquote IRPEF ci sarebbe maggiore gettito nelle casse dello Stato, più lavoro, meno disoccupazione, più occupazione, e di conseguenza, maggiore sicurezza e maggiore produzione che tutti, ne beneficeranno.

Queste sono semplicemente alcune considerazioni sulla complessa macchina fiscale.

Giorgio Pantano

 

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